L'infaticabile studioso Stefano Loparco, figlinese d'adozione, che ha dato alla luce la scorsa settimana "Figline durante il Fascismo", non solo annuncia il seguito del libro, già un best-seller nelle librerie valdarnesi, ma precisa che è già a buon punto anche la storia di una 'periferia particolare' di Figline: il villaggio minerario di San Donato in Avane, 'divorato' dalla cava di lignite dopo anni di superproduzione. Il libro annunciato si inserisce a buon titolo nelle storie di miniera già esistenti. Ma lo sponsor di lusso, l'Enel, ha anche fornito generosamente documenti e foto d'archivio inediti.
Grande attesa quindi per il "nuovo Bossini di Figline" che sta facendo luce su un pezzo di storia figlinese letteralmente scomparso.
Questa vocazione a far luce sul buio del passato sta alla base dell'attività del professore-storico, noto anche come Indiana Jones di Figline. Impeccabile in giacca blu e cravatta alle conferenze , non esita ad indossare tuta e stivali per inoltrarsi nei boschi sopra Figline. E'
stato lui infatti a scoprire nel corso degli anni '70 i resti del primo, vero castello di Figline, a Castel d'Azzo. Quando la sua passione anche pratica per l'antichità lo aveva portato ad improvvisare scavi che sembra fossero allora bloccati dai Carabinieri per 'vizio di procedura'. Adesso che si è convertito al secolo degli eccessi, Loparco rischia di diventare lo storico ufficiale di Figline oggi. Lo abbiamo intervistato come testimone d'eccezione. Progetti per il futuro?
"Sto già raccogliendo altro materiale sulla vita in Valdarno dalla fine della I guerra mondiale al passaggio del fronte durante la II. Ma soprattutto sto scrivendo sul periodo che va dal '45 all'alluvione del '66. Quando Figline era ancora terra di emigranti e di miseria. Figline fascista e repubblicana. Cosa cambia? Le differenze sono soprattutto economiche. Ma anche notevoli progressi si registrano sul piano igienico-sanitario. Per non parlare della crescita dell'istruzione e del miglioramento delle scuole pubbliche. Figline oggi ha recuperato il 'gap' con gli altri capoluoghi valdarnesi?
Certamente sì. Nel periodo 1930-1935 Figline aveva circa il doppio dei poveri censiti di Montevarchi che era allora molto più grande. Perché rimosso il periodo fascista?
Fino al 1922 ci sono molti scritti. Dopo, il vuoto. Per fortuna l'archivio comunale offre oggi quasi una cronaca collegata alla storia nazionale. A chi consiglia la lettura del suo ultimo libro "Figline durante il Fascismo"? Agli appassionati di storia sicuramente, perché è ben curato per rigore storico. Ma –conclude lo studioso – si legge tutto d'un fiato e quindi dovrebbe piacere a tutti i Valdarnesi.
Luca Tognaccini
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